Cronache di una cronaca

Vita e disavventure di un'aspirante cronista

E ogni volta che viene giorno, ogni volta che ritorno

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Lo so, sparisco per mesi, è il blog meno aggiornato della storia. Sono davvero pessima, in effetti. Non che sia successo poi chissà tanto, sempre i soliti stronzi a rompere, soliti giri incasinati di lavoro che chi più ne ha più ne metta, solite cose, insomma. Roba che a volte alla sera sono arrivata talmente stramorta e senza voglia d’uscire che mi veniva da piangere. Quando inizi a lavorare a 21 anni, siamo seri, cresci prima, il che tutto sommato è un bene, ma perdi anche un sacco di cose allegre da pocopiùcheventenne.
Spesso mi mancano i primi tempi d’università, col gruppo unito, le cazzate, la caciara in aula.
La mia amata compagna di cazzate è partita per studiare un po’ fuori, fa nuove amicizie, delira come suo solito in una lingua diversa. Sono stata da lei una settimana,divertita un casino, eppure l’ansia del lavoro, quel groppo in gola, non mi ha mollato nemmeno lì. Gli ultimi due giorni ero già tornata con la testa.
È stato il mio compleanno, m’è mancata da morire. MORIRE, gliel’ho detto mille volte. Ma ho avuto una sorpresa molto dolce da lui, che è arrivato con una canzoncina e una candelina accesa. È bello averlo, quand’è così, sono i momenti in cui più maledico il mio essere me, il suo essere lui. Fossimo altri, saremmo una coppia perfetta. Così, siamo due persone fottutamente incasinate, ciniche e impaurite. NIente happy ending for us, lo sappiamo fin troppo bene. Eppure, io, lui, una cena….altra scena, un letto, un divano, una coccola, un bacio. Coccole, coccole a non finire. Il suo corpo contro il mio, di notte, a tenermi al caldo più delle coperte. Lui lo sa che se siamo qui è perché mi fa sentire bene. È incredibile che nonostante tutti i paletti io sia diventata una fan del film&divano con tanto di plaid e piedi incrociati.
Ho un lavoretto tra le mani da affiancare al mio. Non mi entusiasma, ma è per l’appunto un lavoro, e mi consentirebbe di non sognare il direttore della banca ogni fine mese. Ho già iniziato, senza firmare nulla, però. Sono perplessa, vedo qual è la differenza tra questo e il lavoro che amo e spero vivamente che intanto qualcosa mi salvi.
Fuori piove, anzi, tecnicamente diluvia. E la cosa mi rompe da morire perché se c’è qualcosa che odio è la pioggia. Innanzitutto non posso prendere il motorino, il che rende un’impresa raggiungere qualsiasi posto. E poi ha un pessimo effetto sul mio umore. Fosse per me, mi darei malata e vivrei sotto una coperta fino al rispuntare del sole. Magari con un po’ di coccole, va.

Scritto da lapennasulfoglio

novembre 3, 2009 a 1:10 am

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